Si sente parlare di invasione. Si immaginano l’Italia e l’Europa come una terra di conquista da parte di popolazioni straniere. Ma è davvero così? Quanti sono gli immigrati in Italia e in Europa?

Quanti sono gli immigrati in Italia e in Europa? Stranieri in Italia

Partiamo dal nostro paese. Il dato principale che si considera per calcolare quanti sono gli immigrati in Italia e in Europa è quello della popolazione straniera residente, che include tutti coloro che risiedono in un paese ma hanno cittadinanza di un altro.

Al 1 gennaio 2015 gli stranieri residenti in Italia sono 5.014.437, pari all’8,2% della popolazione. Scomponiamo meglio questo dato per capirci di più: 1.491.865 sono gli stranieri di altri paesi dell’Unione Europea, mentre i cosiddetti extra-comunitari sono 3.521.825 (5,8% della popolazione).

Ma quali sono le comunità straniere maggiormente presenti nel nostro paese? Eccole.

Valore assoluto Incidenza sul totale stranieri
Romania 1.131.839 22,1%
Albania 490.483 9,8%
Marocco 449.058 9,0%
Cina 265.820 5,3%
Ucraina 226.060 4,5%
Filippine 168.238 3,4%
India 147.815 2,9%
Moldova 147.388 2,9%
Bangladesh 115.301 2,3%
Perù 109.668 2,2%

 

Non ci sono grandi differenze rispetto all’anno precedente. Le comunità straniere in crescita sono principalmente quelle di alcuni paesi asiatici (Cina, India, Filippine, Bangladesh, Pakistan, Sri Lanka) e di paesi dell’Africa occidentale, come Senegal, Nigeria, Gambia, Mali, che però restano ancora fuori dalle prime dieci posizioni.

Contrariamente all’immagine maschilizzata che viene data dell’immigrato e dello straniero, le donne costituiscono il 52,7% degli stranieri residenti in Italia.

L’incidenza della popolazione straniera sulla popolazione italiana totale è un dato in continua crescita: pensate che nel 1990 gli stranieri erano lo 0,8% della popolazione, nel 2000 il 2,5%, e solo nel 2006 hanno superato il 5%. Il tasso di crescita tuttavia ha rallentato negli ultimi anni, e tra il 1 gennaio 2014 e il 1 gennaio 2015 è aumentato di un misero 0,1%.

Questi sono gli ultimi dati validati da Eurostat che abbiamo, tuttavia Istat ha già calcolato la popolazione straniera residente al 1 gennaio 2016, che è di 5.054.000 unità (8,3% della popolazione totale).

L’aumento rispetto all’anno precedente è quindi di circa 40mila unità, cioè un +0,8%. Un incremento dovuto interamente alle nascite di bambini stranieri sul suolo italiano (circa 63mila nel 2015), mentre i nuovi immigrati sono circa 200mila, a cui vanno tolti circa 81mila stranieri che hanno lasciato l’Italia, e 136mila soggetti che hanno ottenuto la cittadinanza italiana, e che dunque non rientrano più nel conteggio degli stranieri in Italia.

Per quanto riguarda la distribuzione territoriale degli immigrati in Italia al 1 gennaio 2015, le cinque regioni con la maggiore incidenza della popolazione straniera residente sono: Emilia-Romagna (12,1%), Lombardia (11,5%), Umbria (11%), Lazio (10,9%), Toscana (10,7%).

quanti sono gli immigrati in italia e in europa

@Physician for Human Rights

Quanti sono gli immigrati in Italia e in Europa? Stranieri in Europa

La situazione della popolazione straniera residente nei principali paesi europei al 1 gennaio 2015 è la seguente:

Valore assoluto Incidenza sulla popolazione totale
Austria 1.131.164 13,2%
Irlanda 550.555 11,9%
Belgio 1.300.493 11,6%
Spagna 4.454.354 9,6%
Germania 7.539.774 9,3%
Inghilterra 5.422.094 8,4%
Italia 5.014.437 8,2%
Grecia 821.969 7,6%
Svezia 731.215 7,5%
Danimarca 422.492 7,5%

 

Come per l’Italia, anche qui i dati includono tutti gli stranieri, comunitari e non. Sono dati non pienamente paragonabili, sia per le modalità con cui sono raccolti dai vari istituti statistici nazionali sia per le differenze in fatto di politiche migratorie che determinano anche differenze numeriche.

Gli stati che prevedono il cosiddetto ius soli (ossia danno la cittadinanza a chi nasce sul suolo del proprio territorio nazionale) tendono ad avere numeri minori rispetto a chi ha leggi sulla cittadinanza più severe. È per questo ad esempio che la Francia ha un’incidenza della popolazione straniera più bassa della nostra (6,6%), visto che molti figli di immigrati hanno la cittadinanza francese e dunque non finiscono in queste statistiche.

Oltre ai paesi presenti in tabella, ce ne sono altri che hanno percentuali altissime di stranieri residenti, come Lussemburgo (45,9%) e Cipro (17,1%) e, fuori dall’Unione Europea, la Svizzera (24,2%), dovute tuttavia anche alla presenza di residenze fittizie, dove è difficile scorporare gli immigrati realmente residenti.

Rispetto al 1 gennaio 2014 si registra un calo significativo di stranieri residenti in Spagna (-4,8%) e Grecia (-3,9%). E voi direte: ma come in Grecia? Non è la terra di arrivo di milioni di migranti? Lo è, ma è una terra di transito, dunque le persone che sbarcano non diventano residenti e non entrano in queste statistiche (ma in queste).

L’aumento più significativo di stranieri residenti si registra in Romania (+20,9%), Bulgaria (+20,6%), Croazia (+15,7%), Malta (+10%, Germania (+7,5%), Regno Unito (+7,4%) e Austria (+7%). In Italia l’aumento è dell’1,9%.

Quanti sono gli immigrati in Italia e in Europa? Conclusioni

Il principale risultato di questo volo d’angelo per capire quanti sono gli immigrati in Italia e in Europa è che la presenza straniera in Italia è superiore alla media europea, ma in linea, o inferiore, agli altri paesi con cui di solito ci si paragona (eccetto la Francia per il motivo sopra spiegato). Non sembra dunque il caso di parlare di invasione.

Ad ogni modo il fenomeno dell’immigrazione non si presenterà mai con dati certi. Troppi e incontrollabili sono i flussi per farcene un quadro definito a un dato momento nel tempo. È dunque praticamente impossibile stabilire quanti sono gli immigrati in Italia e in Europa con certezza.

Il dato sulla popolazione straniera residente ci dà tuttavia un’immagine credibile e relativamente stabile. C’è poi chiaramente tutto un mondo sommerso che non rientra in queste statistiche, ma ci sono anche molte persone che vengono contate ma non ci sono più. Pensiamo a chi si è trasferito all’estero ma non ha tolto la sua residenza italiana.

L’Italia e l’Europa sono dunque ben lontane da uno scenario di invasione. Certo i mutamenti nella composizione sociale ed etnica ci sono, e sono davvero veloci. In venti anni la presenza di persone straniere sul suolo europeo è aumentata di cinque o dieci volte. Si tratta di un dato che inevitabilmente ha delle conseguenze, ma che sarà bene cominciare a valutare nella sua portata reale.